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Serious gaming: a Genova si certificano le competenze del futuro

È stato approvato dalla giunta comunale lo schema di “Protocollo di Intesa” tra Comune, Università, Alfa Liguria e Camera di Commercio, per la realizzazione di percorsi di alta formazione e specializzazione di competenze, attraverso il cosiddetto “Serious gaming”.

Con questo protocollo le parti si propongono, in una logica di integrazione e complementarietà, di attivare una collaborazione per l’individuazione di metodologie e strumenti volti alla certificazione delle competenze acquisite attraverso l’utilizzo di simulatori, evidenziando che nel mondo del lavoro gli attestati di competenza svolgono un ruolo cruciale nel garantire che un individuo, già a partire dalla scuola e ancor prima del raggiungimento della maggiore età, possa acquisire e farsi certificare le capacità necessarie per eseguire una determinata mansione, soprattutto nell’ambito delle nuove skills trasversali collegate alla blue economy, alla digitalizzazione e alla sostenibilità ambientale. L’obiettivo è quello di avvicinare ai nuovi profili lavorativi e alle nuove opportunità di lavoro le nuove generazioni di studenti della scuola e dell’università che proprio col gaming domestico hanno ormai una familiarità consolidata anche all’esito della pandemia.

Assessore al Lavoro del Comune di Genova, Mario Mascia

«Questo protocollo- spiega Mario Mascia– nasce dalla consapevolezza che l’esistenza di un numero molto elevato di attestati di competenza, erogati da enti privati, non ne garantisce di per sé l’immediata fruibilità e verificabilità da parte degli enti che si occupano di fare match tra domanda e offerta di lavoro. Per questo abbiamo ravvisato la necessità e l’opportunità di definire e sperimentare una metodologia di certificazione delle competenze comune a tutti gli enti coinvolti, ritenendo necessario definire e codificare nuove competenze aderenti alle descrizioni europee di ESCO (European Skills, Competences, Qualifications and Occupations), un sistema sviluppato dalla Commissione europea per promuovere la trasparenza e la comprensione delle competenze, delle qualifiche e delle occupazioni a livello europeo. Si tratta di competenze trasversali che intersecano le discipline scientifico-tecnologiche cosiddetto STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) e riguardano settori diversificati quanto cruciali per il futuro di Genova, quali a titolo meramente esemplificativo la mobilità, i trasporti via mare gomma ferro, la smart city, la logistica digitale, le costruzioni e riparazioni navali, la saldatura, la telemedicina e chirurgia, la finanza e la cybersecurity».

Le parti, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze e nel rispetto dei principi dell’autonomia istituzionale, si impegnano a una collaborazione congiunta volta alla “Certificazione di Competenze acquisite in Simulazione” attraverso la progettazione e realizzazione di attività pilota. È prevista l’istituzione di un Comitato tecnico, che sarà composto da almeno un rappresentante per ognuna delle parti e che provvederà alla pianificazione operativa delle attività e valuterà eventuali nuove adesioni al presente protocollo.

«È importante ricordare- aggiunge l’assessore Mascia– che le linee programmatiche 2022/2027 del Comune di Genova prevedono, quale strategia trasversale di intervento, quella di rendere Genova la “Città del lavoro”, ritenendo in particolare l’occupazione una priorità. L’Amministrazione comunale continua a lavorare attivamente per favorire le opportunità e le condizioni utili a supportare il territorio genovese, attivando su larga scala un processo di accompagnamento verso nuovi lavori e nuove professioni, adeguato alla domanda di lavoro ed ai fabbisogni espressi dal tessuto produttivo, creando le condizioni per una fattiva collaborazione con tutti gli attori pubblici e privati capaci di offrire servizi specializzati e, in quest’ottica, il Comune di Genova ha istituito il “Tavolo del lavoro”, che rappresenta la sede consultiva di confronto costante tra l’ente e i soggetti socio- economici coinvolti nelle politiche attive del lavoro».